Antola Portofino Aveto Cinque Terre
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Dalla chiesa di Nozarego si sale a sinistra fino al sentiero che offre interessanti panoramiche sul tratto di costa tra Punta Pedale, Punta Cervara (sulla quale spicca l’antica abbazia), sul golfo del Tigullio e oltre. Nel proseguire il cammino verso Gave si nota una brusca variazione di pendenza dei versanti in corrispondenza del passaggio dai calcani di Monte Antola al conglomerato di Portofino. Si giunge quindi, dopo un tratto eccezionalmente panoramico, alla Cappella di Gave. Dalle Gave, la stradina segnata, che più avanti diventa mulattiera, sale all’ombra di una fitta lecceta sormontata da imponenti pini per poi proseguire lungo le pendici meridionali del Monte Brano.
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Il sentiero che parte dall'autoparcheggio di Manarola si biforca in due: a destra segue il rio Groppo (prendendo questo sentiero è possibile raggiungere il vecchio frantoio dove oggi si produce l'olio extravergine biologico delle Cinque Terre e la Cantina Sociale dove si producono il "Cinque Terre D.O.C." e il famoso "Sciacchetrà"), a sinistra invece un'antica scalinata in pietra conduce a Volastra, e proprio all'ingresso del paese è situato il Santuario di Nostra Signora della Salute, antica chiesa romanica in precedenza dedicata a San Lorenzo, la cui esistenza è documentata già nel lontano 1240.
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Si tratta di uno splendido percorso che ha inizio a lato dell’abitato di Paraggi, attraversa un bosco costituito in prevalenza da lecci, e si snoda poco più in alto della strada statale che collega S. Margherita Ligure a Portofino. Lungo il tragitto si incontrano alcune deviazioni. Una di esse, sopra la bellissima insenatura di “Niasca”, consente di raggiungere l’Eremo di S. Antonio.
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L'inespugnabile Castello della Pietra e altri suggestivi manieri risalenti all'Epoca degli antichi feudi imperiali dominano le valli che risalgono verso il Monte Antola, cuore dell'omonimo parco naturale regionale.
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Il percorso non presenta particolari difficoltà, tuttavia è consigliabile percorrerlo a tappe, suddivise in più giorni; attraversa da ovest ad est il Parco dell'Antola e collega l'Alta Valle Scrivia con l'Alta Val Trebbia.
Vobbietta (323 m. s.l.m) è il punto di partenza dell'itinerario; si raggiunge il Bric delle Camere a quota 1016 m; in corrispondenza del Passo di Costa Salata, un tempo attraversato da un'antica Via del Sale, il sentiero incrocia la strada provinciale 145, si prosegue giungendo così in una radura su un colle a 1177 m., presso la Cappelletta di S. Fermo.
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Da Caprile (1038 mt) parte una mulattiera che salendo sul versante sud-est del Monte Antola, conduce al crinale e poi progressivamente alla vetta. La via del ritorno ripercorre il crinale fino al Passo delle Tre Croci, da qui un altro sentiero scende a Caprile. Il percorso attraversa estesi spazi pianeggianti in successione con pendii ricoperti di boschi di latifoglie. I prati sono frequentati da mandrie di bovini che salgono ai pascoli durante la stagione estiva. La vegetazione prevalente è quella arbustiva ed erbacea.
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Il gigantesco blocco di puddinga del Promontorio di Portofino costituisce l'area protetta costiera più a nord del Mediterraneo occidentale, tra freschi boschi appenninici e la calda macchia mediterranea, tra civiltà del castagno e dell'ulivo, tra tradizione contadina e marinara.
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Bertigaro - Laghi di Giacopiane - Colmo Rondio - Passo Prè de Lame - Lago delle Lame - Magnasco
Si tratta di un itinerario per camminatori allenati, infatti dura circa di 8 ore, ed è caratterizzato da una grande varietà di ambienti e paesaggi. L'acqua, presente in abbondanza è la protagonista di questo percorso. Il primo incontro si ha con i Laghi di Giacopiane, invasi artificiali piuttosto suggestivi creati negli anni '20 per la produzione di energia elettrica. Presso Colmo Rondio, sono da notare alcuni stagni ricchi di flora e fauna. Proseguendo, ha inizio un bosco di faggi, mentre sul versante padano, vicino al Lago delle Lame, si trova la suggestiva "cascata di rocce", formazione morenica lasciata dall'ultima glaciazione. Presso Magnasco si possono notare alcuni antichi nuclei rurali di grande interesse.
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Dal borgo rurale di Chiappa, a 900 mt circa di quota, si sale ad un crinale con meravigliosi scorci panoramici sull'alta val Brevenna e sui versanti del Monte Antola. Il successivo tratto conduce ai Casoni, superati i quali si scende a Piancassina. Da qui si prosegue a mezza costa per tornare a Chiappa. L'itinerario attraversa alcuni affioramenti di "Calcare dell'Antola", roccia diffusa nel territorio della provincia di Genova. Sulla superficie degli strati si possono notare tracce fossili, che consistono in piste di animali marini (Helmintoidea labirintica) e resti di alghe fucoidi.
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Per raggiungere il Santuario di Montenero si parte dall'autoparcheggio di Riomaggiore procedendo su una vecchia mulattiera che inizialmente costeggia il rio Maior. Attraversato il rio si prosegue in salita, tra vigneti e macchia mediterranea fino al Santuario, posto a 354 mt. sopra il livello del mare. A questo punto è possibile proseguire il percorso per Lemmen un antico nucleo abitativo a 408 mt. sopra il livello del mare, salire fino al colle del Telegrafo (513 mt. s.l.m.) per poi scendere a Portovenere (ma la durata dell'itinerario sarà di circa 4h30'). Un percorso alternativo permette invece di raggiungere il Santuario partendo dalla strada provinciale ("Litoranea") e arrampicandosi tra i vigneti per circa 20 minuti.
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Arzeno - Pian d'Oneto - Monte Chiappozzo - Cresta del Monte Zatta - Reppia
Si tratta di un itinerario per buoni camminatori (ore 6) caratterizzato da spendidi panorami. Si parte da Arzeno e il paesaggio del percorso, nella fase iniziale, è quello del Pian d'Oneto dove un fenomeno carsico ha formato un inghiottitoio al centro di un prato acquitrinoso ricco di rare piante palustri. Altri punti interessanti sono la vetta del Monte Chiappozzo popolata da diverse specie di uccelli rapaci come il biancone, la poiana, il gheppio e l'albanella reale e dalla quale si gode un bel panorama sulle valli liguri ed emiliane. E poi la cresta del Monte Zatta, inconfondibile per le sue bancate arenacee affioranti, caratterizzato anche da una delle più belle faggete della Liguria, presente nel versante nord. Un altro elemento caratteristico di grande interesse sono le antiche neviere che si scorgono lungo l'itinerario, ovvero vere e proprie buche nel terreno, delimitate solitamente da pietre a secco, che servivano per conservare a lungo la neve, facendo quindi le veci di "frigoriferi".
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